Performer e danzatrice.
Nomination Premio Ubu 2018 come migliore attrice o performer per gli spettacoli Clorofilla e Euforia.
Dal teatro di marca odiniana (Teatro Potlach, Toni Cots, Jean Paul Denizon, Teatro de Los Andes, Nino Racco, Naira Gonzales) approda alla danza attraverso una personale esplorazione del training fisico dell’attore. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; Tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; Respiro e movimento con il trainer Giuseppe Ravì; Qi gong con Solene Fiumani; Ideokinesis: Placement e Riposo Costruttivo con Ursula Stricker, Yoga con Maddalena Gana.
Nel 1997 riceve il Premio Excelsior come migliore attrice per il corto La foto, per la regia di Sara Masi, concludendo un primo ciclo di formazione nel teatro di ricerca.
Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Buto (Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Kohshou Nanami, Yuko Kaseki, Yumiko Yoshioka), laureandosi in Metodologia e Critica dello Spettacolo con la tesi sperimentale: Masaki Iwana e la tradizione del “Buto Bianco”. “The Intensity of nothingness”: una metodologia della danza.
Nel nuovo percorso creativo legato alle arti performative con la compagnia Lios crea e dirige la Rassegna Internazionale di danza buto Trasform’azioni (2001-11) e nel 2009 intraprende il work in progress Progetto Eliogabalo con il danzatore Akira Kasai, sostenuto dal Paji Europe The Japan Foundation.
In qualità di danzatrice e autrice con il progetto performativo La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008.
E’ coreografa in residenza nel biennio 2011-13 presso l’Accademia Filarmonica di Roma realizzando per l’evento Opening Cage, il lavoro Child of tree e inserendo performance in natura nel Festival Internazionale della Danza 2013 con la creazione Eros Aria.
Per le stagioni 2012-13 è nello spettacolo Tutto per bene per la regia di Gabriele Lavia, una produzione del Teatro di Roma.
Nel 2014 prende parte al progetto Strutture elementari dell’azione. Dialogo in azione tra Romeo Castellucci e Silvia Rampelli, a cura del Corso di Laurea DAMS. Con la danza Entrana è alla Rassegna CIMES 2013-14 Kazuo Ohno e il Buto in Europa: intreccio di rami e radici, Università di Bologna.
Nel 2015 è in Giappone come allieva ospite al Tenshikan, centro di danza del maestro Akira Kasai e al Convegno Internazionale Psi 2015 Tohoku. Beyond Contamination, Keio University Art Center/Aomori Museum of Art.
Con un estratto della performance di danza Oro e Rosso partecipa al XIV congresso nazionale della SLP, Scuola Lacaniana di psicoanalisi, dal titolo Il tempo e l’atto nella pratica psicoanalitica, Teatro Franco Parenti, Milano, anno 2016.
In qualità di performer prende parte a diverse edizioni del Convegno Nazionale, Interdisciplinare di Fonte Avellana, realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana di Psicoanalisi: Nel cuore del corpo. Estasi, parole passioni, 2015; Viaggio al termine della notte. Oscurità, penombra, splendore, 2017; I fiori del male: conflitto, destino, necessità, 2018; Le voci di dentro. fantasia, sogno, visione, 2019.
Del 2016 la conferenza Il tempo. estrapolazioni dalla pratica, IV incontro del Seminario Tempo, coordinato da Claudio Morganti per Armunia Teatro.
Ottiene docenze a contratto per l’Università Roma Tre dal 2016, ricercando la danza attraverso metodologie e pratiche al confine tra la Butoh Dance e l’Euritmia. Lavora con Marcello Sambati, Fabrizio Crisafulli, Roberto Latini, Massimiliano Civica, Giovanna Summo, Alessandro Serra, Daria Deflorian, autori tra i maggiori esponenti del teatro di ricerca italiana.
E’ danzatrice e cofondatrice della compagnia Habillé d’Eau diretta da Silvia Rampelli, presentandone i lavori in Italia, Polonia, Bosnia, Francia, USA e ottenendo vari riconoscimenti nazionali e internazionali:
Studio per Attis, selezione Enzimi Danza 2002 “per rigore e originalità creative”,
Refettorio, Generazione Scenario 2003, vincitore Movin’Up2004, supporto dell’Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, “Premio per la specificità e originalità del linguaggio e delle tecniche corporee” all’International Teatarfest di Sarajevo, anno 2004,
Ragazzocane, creazione per La Biennale di Venezia 37 – Festival Internazionale del Teatro, curata da Romeo Castellucci, anno 2005,
Stato secondo, vincitore del progetto 4 Cantieri per Fabbrica Europa, una produzione Teatro Furio Camillo e Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con ZTL-pro, anno 2008.
Premio Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza con Euforia.

Collabora con la compagnia francese Li(luo)/ Camille Mutel per le creazioni Soror (2013) e Animaux de Bèance (2017-18).
L’eau par-delà le fou, è per il Festival Les XXI rencontres ethnographie et cinéma: corps en passage, in collaborazione con l’Università Grenoble Alpes-Espace Scénique Trans Disciplinaire (EST)-Service Culture, anno 2018.
Ha seguito corsi di formazione all’Istituto Europeo Shiatsu (IES) di Roma. Ha tenuto sessioni di danza buto per professionisti allo IALS. Attualmente impegnata nella creazione di moduli laboratoriali sulla danza performativa, esplorando nuovi linguaggi corporei.

Pubblicazioni
Alessandra Cristiani, Ricercare l’eros, in Erotismo Eversione Merce, nuova ed. a cura di Fabio Francione, Mimesis, Milano, 2018
Alessandra Cristiani, La “raison d’etre” del Buto, in Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni, Vol.IX, a cura di Clemente Tafuri, Davide Baronio, Akropolis Libri, Genova, 2018.
Alessandra Cristiani, Una maestra invisibile. Lettera sulla scomparsa di Yoko Muronoi, in Teatro e Storia, 38-2017.
Alessandra Cristiani, Can you believe your body? in Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni, Vol. VIII, a cura di Clemente Tafuri, David Baronio, Akropolis Libri, Genova 2017.
Alessandra Cristiani, Il corpo rettile in Buto. Prospettive europee e sguardi dal Giappone, a cura di Matteo Casari, Elena Cervellati, Università di Bologna, 2015.
Alessandra Cristiani, Masaki Iwana e la tradizione del Buto Bianco. Metodologia della danza e Un’ulteriore riflessione in Trasform’azioni – Rassegna internazionale di danza buto. Fotografia di un’esperienza a cura di Samantha Marenzi, Editoria e Spettacolo, Roma 2010.

Testi Critici sulle attività performative

Samantha Marenzi, Il potere delle immagini sulla danza di Alessandra Cristiani. Opheleia e La fisica dell’anima, in Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni, Vol.IX, a cura di Clemente Tafuri, Davide Baronio, Akropolis Libri, Genova, 2018.
Samantha Marenzi, La fisicità dell’anima di Alessandra Cristiani, in “L’indice dei libri del mese”, giugno 2015.
Alix De Morant ,“io è un altro”: deux femmes, une seule peau”, in Ligeia. Dossiers sur l’art. Photographie & Danse, N°113-116, Janv.-Juin 2012.
Mariateresa Surianello, L’affascinante stridore del corpo, in Zone teatrali Libere. Un esperimento di produzione indipendente a Roma, a cura di Graziano Graziani, Editoria e Spettacolo, Roma 2010.
Silvia Tarquini, Teatro. Lirico, Radicale, Musicale in 54 Arte e Critica, Marzo-Maggio 2008.
“Materiali” in Anatomie di un corpo scenico, a cura di Teatro delle Moire, Mondadori Electa, Verona 2008.
Intervista di Graziano Graziani ad Alessandra Cristiani in Hic sunt leones, a cura di Graziano Graziani, Editoria e Spettacolo, Roma 2007.

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